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Una tradizione che dura da 120 anni

Ancora oggi susciterebbe ammirazione un brillante sedicenne che avvia un'attività commerciale originale e la trasforma col tempo nella più importante impresa del settore.

È quanto accadde a Torino nel lontano 1890, anno in cui il giovanissimo Alberto Bolaffi abbandonò l'attività mercantile di famiglia, il redditizio commercio di pietre preziose e piume di struzzo, per dedicarsi anima e corpo alla filatelia. L'attività di filatelista e commerciante filatelico fu trasmessa dapprima al figlio Giulio, poi al nipote Alberto.

Oggi il gruppo Bolaffi, guidato da Giulio Filippo Bolaffi - rappresentante della quarta generazione della famiglia fondatrice - opera nell'intero settore della filatelia e della numismatica e ha ampliato il suo raggio d'azione a tutti gli ambiti del collezionismo, continuando a essere sinonimo di tradizione e serietà sul territorio piemontese, nazionale e internazionale.

Catalogo vuol dire Bolaffi

L'editoria Bolaffi affonda le sue radici in alcuni momenti cruciali della storia dell'azienda. Già a fine Ottocento Alberto Bolaffi sr inizia a pubblicare i listini-prezzo dei francobolli e nel 1899 esce il Catalogo generale delle figurine Liebig, edito fino al 1910.

Il figlio Giulio Bolaffi, all'indomani della Seconda guerra mondiale, assume alcuni dei partigiani che avevano combattuto al suo fianco sulle montagne della Valle di Susa per lavorare alla Settimana nel mondo, primo periodico di informazione del dopoguerra. Da quelle colonne sarebbero nati La Settimana Filatelica e quindi Il Collezionista - Italia filatelica, la più antica rivista filatelica italiana tuttora in edicola, ancor oggi punto di riferimento dell'editoria targata Bolaffi.

Era l'inizio di una incredibile impresa culturale ed editoriale che dura tuttora. A fianco dell'attività commerciale, in casa Bolaffi stavano nascendo pubblicazioni di indiscutibile originalità che avrebbero segnato, e spesso cambiato, il panorama dell'editoria italiana. Primo fra tutti il Catalogo nazionale di francobolli italiani pubblicato nel 1956. Su quel modello innovativo - basato sul concetto di qualità legata allo stato di conservazione degli esemplari - sarebbe nato il Catalogo Bolaffi dei francobolli italiani. Dall'intuizione del figlio Alberto, nel 1962 - l'anno successivo alla fondazione della Giulio Bolaffi Editore - nasce il Catalogo Bolaffi dell'arte moderna, opera rivoluzionaria tanto per l'editoria quanto per il mercato dell'arte, che forniva per la prima volta le quotazioni degli artisti e delle loro opere in base a criteri oggettivi e documentati. Infine, tutti i volumi che trasferirono i concetti di qualità e di rigore già applicati alla filatelia ad altri settori del collezionismo: dalla scultura all'antiquariato, dalle automobili alle armi da caccia, dai vini alle grappe.

Nell'ultimo decennio, con l'evolversi delle esigenze e degli interessi del mercato collezionistico nascono il Forum I (2007) e il Forum II (2009), prime edizioni dedicate interamente alla filografia, ma anche il Catalogo delle monete e delle banconote (2009).

Nel 2014 arriva la rivoluzione 2.0 dello storico catalogo: il Bolaffi 2014, un'edizione rinnovata nella forma e nei contenuti, per rispondere ai cambiamenti del mercato filatelico italiano, che include un volume cartaceo e un'inedita versione digitale per web e app costantemente aggiornata.